Film estensibile: processo produttivo

Il film in bobina nasce dalla lavorazione di materie prime e esistono 3 metodi: la filmatura, l’estrusione e la coestrusione.

La filmatura fu la metodologia usata per produrre il primo film ai primi del ‘900: il cellofan.
Per ottenere questo film si parte dalla cellulosa che dopo essere stata bagnata viene trasformata in viscosa, una sostanza fluida. Questo liquido viene messo tramite una feritoria in continuo su un nastro trasportatore e dopo averlo trattato chimicamente viene asciugato ottenendo così il film.

Il processo di estrusione è nato studiando le materie plastiche che mutano dallo stato solido al liquido e viceversa.Viene usato per vari tipi di film come polietilene,poliestere e polipropilene.Si ottiene il film mettendo il granulo(materiale plastico solido) in un macchinario (estrusore) che riscalda il materiale fino a quando non fonde e poi viene spinto attraverso una feritoia dalla quale esce un foglio plastico di piccolo spessore. Lo spessore varia quindi dalla temperatura di estrusione ed eventualmente da uno stiraggio successivo che lo riduce ulteriormente. Una volta identificato lo spessore ideale, si lascia raffreddare il film rendendolo rigido e poi viene messo su mandrini e avvolto su  se stesso creando le bobine di film.

La coestrusione permette di estrudere 2 o più materiali plastici insieme creando un unico film.La coestrusione solitamente è a tre strati, un film centrale detto cuore e gli altri due detti pelli.I film coestrusi permettono la termosaldatura e quindi sono molto usati nelle macchine confezionatrici moderne, oggi la tecnologia permette la produzione di tali film a costi contenuti ed inoltre gli strati di film possono essere molteplici rendendo il prodotto complesso e duttile oltre che economico.

Film estensibile: processo produttivo ultima modifica: 2018-03-26T09:10:43+00:00 da webmaster

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